Eco e Narciso è una zine fotografica sul mito raccontato da Ovidio nelle Metamorfosi e che ha come protagonisti, appunto, il giovane Narciso e la ninfa Eco. Il racconto ovidiano verte intorno al destino che accomuna i due giovani, puniti e condannati dalle divinità, e da due diverse forme d’amore ch’essi provano: quello della ninfa verso il giovane e quello di Narciso verso se stesso.
Eco, ninfa dei monti, è condannata da Era a ripetere le ultime parole dei suoi interlocutori, senza poter mai con loro parlare, perché si era resa complice di Zeus distraendo la dea durante i tradimenti del padre degli dei con le altre ninfe. Questa punizione porterà Eco a consumarsi d’amore verso Narciso, pur volendo attrarre a sé il giovane, non ci riuscì mai perché ripeteva solo le ultime parole dette dal fanciullo. Così, si rifugiò tra le rocce e lì si consumò fino a restare di lei solo la voce.
Narciso, figlio del dio fluviale Cefiso e della ninfa Liriope, era un bellissimo giovane condannato a morire se avesse conosciuto se stesso, così come predetto da Tiresia, e che orgogliosamente respingeva quanti di lui si innamoravano, così accadde anche con Eco. L’indifferenza di Narciso verso i lamenti amorosi di Eco, spinse Nemesi, personificazione della giustizia, a punire Narciso: questi si imbatté in una pozza d’acqua profonda, chinandosi per bene vide la sua immagine riflessa, rimanendone estasiato, senza rendersi conto che era lui stesso. Solo dopo un po’ si accorse che l’immagine riflessa apparteneva a sé e, comprendendo che non avrebbe mai potuto ottenere quell’amore, si lasciò morire struggendosi inutilmente; si compiva così la profezia di Tiresia.
Il mito racconta, dunque, due opposti incompatibili ma tra essi complementari, l’uno incapace di guardare oltre se stesso e di comprendere l’amore provato dalla ninfa, l’altra non capace di aver cura di sé e che ha bisogno dell’altro per esprimersi. Attraverso le fotografie del progetto si vuole evidenziare la molteplicità di specularità che forma questa storia, attraverso anche la rappresentazione dei luoghi che entrambi hanno vissuto: Narciso rappresenta l’identità che giunge a identificarsi con la propria alterità in un’immagine riflessa irraggiungibile, Eco è l’eteronomia che si esprime come riflesso dell’esistenza altrui e che si definisce nel rapporto con l’altro, fortificando così la propria identità. Quindi, l’una e l’altro sono due distinti riflessi ma di un’unica identità, il giovane Narciso è il riflesso visivo di se stesso, Eco è quello di Narciso, riflessi entrambi che sono identità limitate e il cui riconoscimento porta alla morte dei due protagonisti.
2023
Selfpublishing
14,8 x 21 cm
32 pagine
immagini a colori e in b/n
Rilegatura spillato
€ 10,00






